E’ terminato da meno di una settimana il Convegno che festeggiava i 20 anni del CICAP, associazione con la quale collaboro e della quale sono socia.
Avrò modo di parlare più tranquillamente dei vari momenti che hanno contraddistinto l’evento, il quale è stato ricco di stimoli fotografici e umani.

Sorrido perchè fin dai primi momenti ho pensato che avrei semplicemente dovuto concentrarmi sul mio compito cercando di registrare con la macchina fotografica ogni situazione significativa dall’inizio alla fine del convegno. Ed è effettivamente quello che ho fatto ma….
Da un anno a questa parte ho imparato una cosa importante sul cicap.
Quando credi di aver capito come funziona ti mette davanti sempre nuove sfide.

E così, anche questa volta, ho portato a casa dei ripensamenti, dei piccoli cambiamenti di rotta, delle luci spot che come i flash dello studio illuminano zone in ombra, hanno allargato e collegato il mio modo di vedere alcuni temi.

Ecco dunque un paio di foto significative e, sinceramente, buffissime.

Pif, ex iena ora conduttore del programma “il testimone” su mtv, è arrivato dal suo albergo con in mano questo cucchiaino da proporre a Massimo.
Se questi cicappini sostengono che piegare un cucchiaino come facevano alcuni loschi personaggi dello spettacolo non è altro che un trucco, qualcuno lo saprà pur fare.
Sapevo che Massimo, da allievo di James Randi, poteva farlo.
Eppure…
Eppure mi ha sorpresa.
Il cucchiaino, rimasto sempre davanti alla telecamera (almeno credo), si è piegato tra le dita di Massimo e davanti ai miei occhi.

E sebbene me lo aspettassi ho realizzato che ero in tensione mentre parlavano e che finita la performance ero sorpresa, divertita e quasi stupita.
Perchè?
Sapere che c’è il trucco e che Massimo non è un uomo dai poteri mentali straordinari non mi ha tolto lo stupore, la tensione e la curiosità di vedere come finiva.
E credo che questo si possa dire per qualunque fenomeno il cicap osservi.
Cercare di spiegare, indagare, osservare ha un fascino ancora più alto del credere e fantasticare e coinvolge un campo che il paranormale, se esistesse, non valuterbbe: la comunicazione.