Un libro accademico ma accessibilissimo.
Angela Madesani, Storia della Fotografia, B.Mondadori,2005.

Angela Madesani insegna storia dell’arte e collabora con numerosi progetti di design, esposizioni e istituti fotografici.
Per il suo viaggio tra le principali correnti storico-fotografiche parte infatti dagli antefatti rilevabili in molti artisti, come Caravaggio, Canaletto…
Una scheda generale introduce sempre storicamente e socialmente gli artisti che sta per presentarci e le correnti a cui appartengono.
Partendo dunque dai primi utilizzatori del nitrato d’argento (Fox Talbot, Atget, Nadar, Lewis Carrol e altri), passa al fantastico pittorialismo: Steiglitz, Steichen e Paul Strand in primis e molti altri. Si prosegue attraverso la Straight Photography con Kerstetz, Brassai, Bill Brandt e altri ancora fino ad allungarsi nel comprendere Diane Arbus ad arrivare a Cartier Bresson.
La Madesani non dimentica di introdurre fotografi italiani descrivendone le differenze contestuali storiche e sociali e le influenze.
Da Adams, W.Evans, Eugene Smith, arriva a Sudek.
Tutta la seconda metà del libro è dedicata alla seconda metà del secolo scorso, attraverso l’analisi della vita e dell’operato di altri interessantissimi fotografi, di alcuni dei quali vengono riportate le interviste.
Sicuramente non è un libro che approfondisca autori in particolare, ma fornisce quell’infarinatura di base che permette di inquadrare storicamente e artisticamente alcune delle prinicipali figure del panorama artistico fotografico del secolo passato.
Da tenere sul comodino e consultare in diverse riprese insomma.

Luglio 13, 2013 alle 10:00 pm
ho letto il libro, quando decisi di acquistarlo ero sicuro di trovare già scritto quello che cercavo. Molti anni prima mi capitò di comprare una vecchia stampa incisa col metodo del bulino di metà ottocento, incorniciata e protetta da un vetro. Una sera spostando una lampada vidi una cosa che mi lasciò allibito, al posto dei disegni grigiastri si erano manifestati altrettanti colori! Siccome si dice che il nero assorbe tutti i colori e non nè emette alcuno mentre il bianco li riflette tutti, non riuscivo a spiegarmi che razza di strano fenomeno aveva creato la mia lampada. Ci son voluti anni per capire si tratta di un negativo positivo e devo ringraziare la professionalità di Angela Madesani che a sua insaputa mi ha fornito lo spunto per arrivare alla soluzione. Non si trattava di un’incisione a bulino ma bensì di una fotografia molto avveniristica. Gli studi sono ancora in corso d’opera. Roberto Grazioli Asti
Luglio 14, 2013 alle 7:38 am
Meraviglioso!
Già lo sviluppo è una magia. Veder apparire le immagini su una carta bianca ha qualcosa di misterioso… Ma questo dev’essere stato emozionante!
Settembre 17, 2020 alle 8:53 pm
in effetti la fotocamera digitale avviò lo sviluppo di un’immagine da proiettare o da trasmettere via etere, un risultato che per l’epoca (metà ottocento) sta in equilibrio tra la ragione e la fantasia dell’incredibile come un genio bambino che si diverte a stupire i grandi della storia, una vera magia certamente l’autore sapeva il fatto suo anzi a dire il vero ha realizzato la prima versione di un progetto che porterà nel ventesimo secolo alla televisione a colori.