” Perchè queste note sul progetto? La vera questione era e rimane “che fare” della mia vita, o meglio, della nostra vita. La qualità della vita, almeno per gli aspetti che possiamo determinare, è basata prevalentemente sulla qualità del lavoro svolto da ognuno di noi. Possiamo immaginare un grado di qualità tanto più alto, quanto maggiore risulta la progettualità del lavoro. Non sto alludendo a libertà progettuali elitarie o fortunate; intendo – con grado di progettualità- l’essere padrone di compiere scelte, sia pur minime, nel realizzare il proprio lavoro e la propria vita. […] La parola progetto coinvolge molteplici pratiche di lavoro. Possiamo anche dire che le coinvolge tutte nel momento in cui ogni specifica pratica ricerca soluzioni “altre” o, più frequentemente, cerca di ottimizzare le proprie norme o i propri fini. COme ad esempio il progetto di una città oppure quello di un cucchiaio; ma anche il progetto di un codice legislativo oppure quello di un codice linguistico.”
Enzo Mari, Premessa al libro.
Perchè ve lo consiglio? Perchè ogni lavoro ha bisogno di un progetto e dunque riesce meglio se riusciamo a prevederne gli sviluppi, perchè anche un’immagine quando vuole esprimere un concetto deve essere “pensata” e progettata in anticipo, se vogliamo che venga recepita così come viene pensata linguisticamente. E’ pesantuccio, lo ammetto, non è certo una lettura rilassante. In certi punti ho glissato perchè dei processi di produzione non mi interesso poi molto, però la base, quello che lascia, rende sicuramente interessante lo spunto per la progettualità dell’immagine.


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