Passione e fotografia sono due parole che spesso si trovano insieme nella stessa frase ma, come grammatica vuole, in base a dove si usano il significato cambia notevolmente.
“ho passione per la fotografia” “Faccio fotografia per passione” “faccio fotografie con passione”.
Ultimamente mi sono trovata spesso a decidere nei diversi contesti se portare con me l’attrezzatura pesante o se dotarmi della più leggera compattina per registrare ricordi di eventi o situazioni. In genere la macchina fotografica reflex, con lenti e attrezzi vari, la uso per progetti specifici: quando esco con un’idea e non torno fino a che non ho trovato almeno uno scatto che la rappresenti.
Ma i fatti mi dicono ancora una volta che non conta con quale mezzo si scatti. Anche con la compattina, pur arrabbiandomi per il tempo di scatto, la mancanza del mirino e della messa a fuoco, non riesco a non cercare il meglio per esprimere la particolare visione che ho anche solo del ritratto di mio figlio in vacanza, o del mio cane che corre. E se non riesco a tirare fuori qualcosa di buono, non dipende mai dal mezzo, sempre dal mio stato d’animo.
Allora la differenza la fa il fotografo? Ne sono convinta. Certo, il mezzo ha il suo peso.
Non vado certo a un concerto con la compattina a fotografare il live, senza poter impostare neanche iso o tempo.
Se la differenza la fa il fotografo, il risultato è determinato da un insieme di fattori che vanno dall’idea che ha in testa, dall’esperienza, dalla conoscenza dei mezzi che usa, e da quel fattore che io chiamo passione: quel vedere qualcosa, quel voler far luce su qualcosa, la ricerca di qualcosa di bello nell’insieme.
Questo rende la fotografia un fatto soggettivo. E umano più che mai.
Usare la passione nella fotografia significa fare una foto perché piace, perché diverte, perché è bello.
Usare passione nella fotografia significa pensare al risultato: nonostante io lo sappia, ancora mi ritrovo una serie di immagini inutili dopo una serata di scatti. Ecco, se avessi il rullino sarei rovinata.
Usare passione nella fotografia è anche rispettare la passione degli altri. C’è chi ne fa un lavoro e ha diritto di guadagnarci onestamente, se lo fa con passione si vedrà, indipendentemente da quanto è famoso o pagato. Alcuni amatori sono convinti che in nome della passione possono fare qualunque cosa. Salire sui palchi dei concerti, passare davanti a chi scatta, spargere foto su internet senza pensare che magari i soggetti non amano vedersi spiattellati ovunque, sparaflesshare tutto e tutti. La passione a volte sconfina nell’autocelebrazione.
D’altro canto…
Usare passione nella fotografia significa ricordarsi che ogni foto è unica. La mia è la mia. Anche se nessuno me la pagherà e le faccio perché mi va. Un professionista che viene pagato non si è aggiudicato, aprendo partita iva, il diritto di espressione. Non è la monetizzazione che determina la bravura.
Tutti questi professionisti che si preoccupano della concorrenza dei poveri amatori e appassionati dovrebbero rivedere il proprio orticello, forse non sono abbastanza sicuri di sé.
Fortuna che ci sono alcuni angoli di paradiso dove ancora i professionisti insegnano e condividono senza paura. Sono grata a quelle persone che in questi anni hanno alimentato la mia passione con la loro. Che hanno dimostrato apertura e hanno riconosciuto la voglia di imparare da quella di “rubare” dei giovani dilettanti.
Usare passione nella fotografia, diciamolo, significa averne anche il tempo e il modo. Come tutte le passioni, quando una cosa ci prende, prende testa e tempo. Per me, che non sono una grande amante di photoshop (anzi non lo so proprio usare) il tempo si spreca tutto nella fase precedente allo scatto: la progettazione e la preparazione. E comunque il tempo non mi basta mai a evitare errori che poi a monitor mi sembrano tremendamente banali.
Usare passione nella fotografia è un po’ farla entrare nella tua vita quotidiana. Non far passare più un giorno senza aver fatto uno scatto mentale di qualcosa che passa davanti ai tuoi occhi. E per questo, per fortuna, non è necessario un cannone di due metri 70-1300 f2. E nemmeno grandi conoscenze tecniche. Basta applicare il principio della valigia (cit. prof. di Biologia delle superiori): se sai dove vuoi arrivare farai presto a mettere in valigia ciò che ti serve.
Usare passione nella fotografia, per me personalmente, è anche immaginare la faccia felice di un amico quando “si vede” nei miei scatti. O quando sono riuscita a rendere giustizia a un’emozione. Si chiamano “istantanee” ma hanno poco di improvvisato le immagini. Si chiamano così perché lo scatto è un attimo.
Devo ammettere che non sempre ho usato passione nella fotografia. E non sempre ricordo la tecnica, non sempre mi metto a studiare per realizzare qualcosa che mi frulla in testa e non sempre cerco di ritagliarmi il tempo necessario. Il percorso è ancora lungo e sento che ho ancora tanto da imparare e tanto da poter esprimere.


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