THE SUN

(from “selected short Novels” di H. D. Lawrence)

“La porti lontano, al sole” disse il dottore.
Lei stessa non ne era convinta del sole, ma lasciò che la portassero via, sul mare, con il bambino, un’infermiera e sua madre.

Ultimo bacio del sole alla notte.
Poi una mattina il sole si alzò di nuovo nudo e come un fuso, brillando sull’orlo del mare.
La casa dava a sud ovest, Juliet era a letto e lo guardò sorgere.
Fu come se non avesse mai visto il sole sorgere prima di allora.
Non aveva mai visto il sole nudo, ergersi puro sulla linea dell’orizzonte. Scrollandosi di dosso la notte.
[…]

Riusciva a sentire il sole che le penetrava fin nelle ossa: no, ancora più in fondo, fino alle emozioni, ai pensieri. L’oscura tensione delle sue emozioni cominciò ad allentarsi, i nodi freddi e scuri dei suoi pensieri iniziarono a dissolversi. Iniziava a riscaldarsi sempre più. Rivoltandosi, lasciò dissolvere al sole le spalle, i lombi, le cosce, i talloni. E stava mezzo intontita per lo stupore di quello che le stava accadendo. Il suo cuore stanco, gelido si fondeva e, nel fondersi, evaporava.
[…]
La sua conoscenza del sole e la convinzione che il sole la conoscesse, nel senso cosmico, nel senso carnale della parola, le fece provare un senso di distacco dalla gente

Alla fine di febbraio fu all’improvviso molto caldo. I fiori dei mandorli cadevano come neve rosa al tocco della semplice brezza. Erano spuntati gli anemoni, piccoli fiori setosi, gli asfodeli erano alti nei loro boccioli; e il mare era di un azzurro fiordaliso.
Juliet aveva smesso di preoccuparsi di qualsiasi cosa.

Qualche volta le capitava di incontrare un contadino con il suo asino, ma continuava a camminare col suo bambino: la fama del potere risanatore del sole, tanto per l’anima quanto per il corpo, si era già sparsa tra la gente, cosicchè nessuno se ne meravigliava.