Quando, quest’estate, ho conosciuto Sofia, non avevo idea di chi fossero i Giona. E purtroppo, la mia, era una grave ignoranza, dato che la famiglia di cui vi parlerò (poco, perchè le foto parlano da sole) è originaria del Polesine e qui, a Castelguglielmo, ha la sua base da molti anni.

Sofia collaborava con questo Team per la realizzazione dello spettacolo “Tribù”, che ho scoperto essere molto atteso nel settore equestre. Ho imparato che i Giona sono conosciuti in tutta Europa per il livello altissimo del loro lavoro. Non si tratta solo di volteggio, e nemmeno di arte circense.
Ciò che ho visto va ben al di là di queste discipline. La presentazione iniziale ha illustrato come tutta l’arte dei Giona sia nata dall’amore per i cavalli, dallo studio della relazione e della comunicazione e dai viaggi continui di formazione fatti dalla famiglia per migliorare le tecniche di addestramento. Quello a cui ho assistito è una sorta di testimonianza della fiducia che i Giona riescono ad ottenere dai loro cavalli.

Infatti è solo la fiducia che permette a tanti animali di lavorare insieme solo sulla base di comandi vocali. Solo il duro lavoro e la costanza avranno sicuramente permesso che questi animali, paurosi per natura, potessero lavorare con il fuoco, con ostacoli e a notevoli velocità. Il livello di difficoltà di ciò che viene presentato è davvero alto.



Ma credo che per questa famiglia ci sia qualcosa di speciale: il fatto di lavorare tutti insieme allo stesso obiettivo, esaltando le capacità e le propensioni di ogni membro, ha reso lo spettacolo un’ espressione artistica che cattura, emoziona e coinvolge.
Ad ogni singolo passaggio dei cavalli davanti alla mia postazione, indipendentemente dal filo narrativo che onestamente ho già dimenticato, mi ritrovavo a bocca aperta e con la macchina fotografica incollata alla faccia cercando di rendere la stessa emozione.



Grazie dunque ai miei amici del 555, che mi hanno fatto conoscere questa straordinaria famiglia, che spero di rivedere in futuro con nuove evoluzioni.

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