Pensieri sparsi e scritti a getto. Parte 1

Chi pensa all’America “di Frontiera” immagina inevitabilmente grandi spazi, immense praterie, foreste a perdita d’occhio. Beh, non è un mito senza fondamento. Grandi cieli blu, colline di tutte le gradazioni del verde, pascoli dall’erba medica gialla, profumatissima.

Vista dalla panoramica di Shell Falls

L’occhio non riesce ad individuare la fine di un pascolo. Ma sembra che per degli strani buchi spazio-temporali, quando inizi ad attraversare la prateria infinita, improvvisamente ti ritrovi in un bosco o sul ripido pendio una collina.

Questa è una cosa che ha conseguenze nella vita quotidiana. Non puoi certo dire “faccio un salto a prendere una pizza”. Al wallmart più vicino ci si va con il frigo perchè è a più di due ore. Per la strada incontri poche macchine, e nelle stazioni di servizio, oltre a generi di tutti i tipi, puoi sempre trovare una piccola sezione di oggetti di antiquariato o di uso quotidiano.

Spostiamo i vitelli al pascolo winter
Devil’s Tower, con noi per tutto il soggiorno.

Il nostro amico Chase, cowboy eccezionale ma anche persona dalle mille capacità, una sera uscì per comprare una bottiglia di whisky al Rodeo Cafè e tornò quasi un’ora e mezzo dopo, quando stavamo dandolo per disperso.

Ma questa cosa rende tutti più rilassati nella gestione del tempo e delle relazioni. Ci vuole tempo per muoversi, tempo per incontrare qualcuno e quando lo si fa, è un buon motivo per chiacchierare. Saranno anche abituati ai turisti, onestamente non l’ho capito; quello che ho percepito è una notevole voglia di scambiare due parole con le persone, che sia al bancone di un bar, alla pompa di benzina, in un parcheggio. Il bancone di un bar è un luogo di socializzazione, non di mero consumo.

Ponderosa Cafè, Hulett

Questo è stato il viaggio della nostra vita; partito nella testa ancora 4 anni fa, quando abbiamo conosciuto Claudio e Paola che ci raccontavano come due loro amici emiliani, lasciarono le loro case in Italia per aprire questo ranch in Wyoming. “Che bello sarebbe andarci insieme”. Loro ci erano già stati e i racconti non facevano altro che alimentare la voglia di essere in quei posti magnifici.

Quindi tutto è partito grazie a un’amicizia. Straordinariamente è anche una delle cose più belle che mi porto a casa da questo viaggio. Averlo trascorso con degli amici, cosa bellissima. Ma anche aver conosciuto due persone che hanno condiviso questo progetto per più di trent’anni senza mai un litigio, valorizzando concretamente le rispettive peculiarità. E l’ho sentito e visto più volte in quei giorni, nell’atmosfera del Lake ranch. Forse loro hanno saputo davvero cogliere le cose più positive di quella “easiness” della vita country americana.

Cartelli lake ranch
Lake ranch

Lake ranch saloon

In merito ai Cowboys è tutto vero. Lo stereotipo dell’uomo sempre a cavallo forse è un po’ esagerato. Quelli che ho conosciuto io sapevano spezzarsi la schiena su un cavallo da preparare al lavoro o dentro un garage con i mezzi per la campagna, ma nello stesso tempo sapevano accorgersi se eri in difficoltà e avvicinarsi a controllare e supportarti in qualche modo. Certo, sanno anche ammazzare serpenti a sonagli a sassate, cucirsi le chaps, suonare la chitarra, addestrare un agnellino insieme ai pitt bull, usare “damn” e “fucking” ogni tre parole, ma soprattutto ricordiamo che ” a real cowboy drinks bad whisky” (cit Chase). Ho conosciuto anche una cowgirl tedesca che sa scuioiare un serpente e che nella borraccia porta uno stomachevole liquore alla cannella del quale va orgogliosissima e che fa assaggiare a tutti. Io li ho adorati e li porterò con me per il resto della vita. Anche in queste foto.

Le chaps di Chase, decorate da lui.
Scott, liberty e l’agnellino orfanello.
Cordula, a real cowgirl (foto inviatami da qualche compagno di avventura).

Ho imparato che pulmino con a bordo 11 persone, due delle quali dirette a prendere un volo di rientro, si può rompere ed essere trascinato da un pick up presso una cittadina di campagna, che nemmeno il più fantasioso film dei fratelli Cohen potrebbe descrivere. Ho imparato altresì che questa cosa, che per me sarebbe stata una tragedia, non si risolve se ci si incazza, quindi meglio prenderla con ironia. Questo mood sembra superficialità, ma voglio fissarla bene nella mia testa. Proprio oggi a un corso di aggiornamento mi hanno ricordato che la responsabilità di come reagiamo a un messaggio o situazione è nostra. Si può anche decidere di essere più leggeri, a volte.

La giornata è finita per essere uno dei momenti di shopping più sfrenato che io ricordi.

Ferdi sotto il pulmino

Mi sono rassegnata al fatto che verdure e pesce fossero merce rara, tuttavia ho imparato che una colazione da Granny’s (a Cody, la mia città preferita) ti tiene in piedi anche 12 ore di fila e che il caffè americano, tanto snobbato da noi italiani, dopo le prime tre dosi mal tollerate, diventa magicamente una droga.

Sempre nella bellissima Cody ho potuto assistere a uno degli eventi più caratteristici di questi stati del west, il Rodeo.

Ecco, il Rodeo, in alcune delle discipline che presenta, è la manifestazione più alta della follia dell’uomo ( Broncos, bull riding). Mentre diviene la dimostrazione del suo incredibile senso pratico in altre discipline (roping, team roping). Vedere un cowboy sbalzato e rincorso da un toro e poi vederne un altro che con una semplice corda riesce a catturare un vitello in corsa, fa pensare che gli uomini siano davvero creature strane, dalle più disparate specie.

Continua…..