Da circa 5 anni vivo in un piccolo paese poco lontano dal centro di Rovigo.

Quando ci siamo trasferiti qui l’intenzione era, come per tanti altri, di trovare una casa più a buon mercato che in città e spostarsi in centro per i servizi principali e le esigenze quotidiane.

Abituata al paese che avevo lasciato qualche anno prima, dove avevo abitato con i miei, sapevo che le frazioni avevano ben poco da offrire ed era già tanto trovare un bar e un piccolo negozio di alimentari.

Ho dovuto davvero ricredermi, proprio in generale, sulla vita di paese.

Probabilmente sono stata molto fortunata e sono capitata in un centro la cui storia ha radici molto lontane nel tempo e quindi i suoi abitanti sono uniti in una forma di coesione e aggregazione molto più forte di quei paesi nati invece come prolungamento della periferia cittadina o connessione tra centro e campagna, che sono ormai dei veri e propri quartieri dormitorio.

Grignano (13)

Grignano Polesine è davvero piccolo; non si raggiungono nemmeno i 4000 abitanti, credo.

Oltre a far parte di quelle zone dove, in età del Bronzo, si lavorava l’Ambra, famosa è l’origine della “COMUNA” della quale, in paese, si va molto fieri.

Il pavajon

I possedimenti agricoli, nel primo medioevo, bonificati dai monaci benedettini di Pomposa con l’aiuto degli abitanti della zona, vennero concessi in gestione (detto Enfiteusi) alle famiglie del posto in cambio di alcuni pagamenti in natura. Questo tipo di assegnazione, nonostante vicende alterne durante i secoli, è rimasto tutt’ora. Le terre intorno al paese sono infatti amministrate da un gruppo di famiglie che rappresenta appunto quegli abitanti medievali che per poco più di un affitto, ottennero dai monaci la “gestione” del paese. I terreni vengono tutt’ora riassegnati ogni cinque anni tra gli aventi diritto dei discendenti di quelle antiche famiglie, con una cerimonia al Pavaion, monumento rappresentante la piazza commerciale del paese, e molti festeggiamenti.

Il Pavajon

Dettagli

Dettagli

Non sono cresciuta in un paese ma ricordo davvero con grande emozione cosa significhi crescere in un piccolo quartiere, dove si poteva giocare sulla strada, girare in bici, fidarsi dei vicini, darsi appuntamento al parco nelle calde giornate d’estate. Abbiamo trovato tutto questo, per la nostra famiglia. Senza saperlo, e per motivi ben diversi dal cambio della residenza, ho anche inserito mio figlio nella scuola di paese, trovando grande coesione tra le insegnanti, ottimi progetti e una sensibilità che non avevamo trovato prima.

Adigetto

Campagne della Comuna

Ci vivo bene e quando torno a casa non ho più molta voglia di andre a far la spesa nel grande centro commerciale vicino, se posso trovare quello che cerco nel piccolo supermercato vicino al parco. Nè ci tengo a fare i canonici due passi in piazza se nell’arco di 4 km il mio paesaggio comprende bei monumenti, i servizi principali, la campagna più silenziosa e la piazza…Sì, una piccola piazza, dove i bambini possono disegnare con i gessetti sull’asfalto del sagrato, dove un piccolo cinema locale organizzato dalla parrocchia (che non frequento, ma che stimo molto), raccoglie i ragazzini nelle fredde domeniche d’inverno.Nebbia al parco

La nostra vita, che vedevo proiettata in macchina costantemente su e giù per via giotto (che connette il paese al centro) si è legata alla piccola frazione, alle sue persone e finalmente mi sento a casa, come non mi sentivo davvero da tanti anni.