Heinrich Schwarz.
ARTE E FOTOGRAFIA
Precursori e Influenze.
Bollati Boringhieri, 1995.
€17,00.

A differenza della biografia della Arbus, che mi ha lasciato un po’ perplessa sul fatto di essermi piaciuto o no, questo è sicuramente un libro che mi ha catturata.

Esordisce con un’introduzione di Paolo Costantini che sembra presagire a una complessità poco accessibile per chi, come me, legge non prima delle 11 di sera.

Tuttavia, i saggi di Schwarz, di cui questa è una raccolta significativa, sono semplici e totalmente leggibili dopo che si è compresa la tesi di base: scopo del libro è infatti ricercare nell’ARTE le istanze e le motivazioni che portarono all’evoluzione delle tecniche visive alla base della fotografia, fino a Daguerre e FoX Talbot.

Insomma, Schwartz vuole dimostrare che la fotografia è nata grazie a un’esigenza artistica, che ha approfittato del positivo connubio tra scienza e arte e delle condizioni storiche che lo permisero, per trasformare i vecchi congegni visivi (camera Obscura, Camera Lucida e Machine a dessiner) in veri e propri apparecchi fotografici.

Naturalmente questo percorso non può essere fatto a prescindere dalle peculiarità storiche, sociali e artistiche dell’epoca e soprattutto non può non cercare di spiegare le forti e reciproche influenze di pittura e fotografia alle soglie e subito dopo la riconosciuta invenzione di daguerre.

E’ stato davvero illuminante osservare, grazie alla ricca appendice fotografica del libro, come alcuni dei più conosciuti pittori di fine 800, anche i meno sospettabili per la loro aderenza all’impressionismo, abbiano fatto uso dei primissimi dagherrotipi o immagini fotografiche per completare alcune delle loro opere più famose. ”

La fotografia non è che il prodotto finale di un processo che ebbe origine molto prima della sua invenzione: essa non va dunque studiata come un fenomeno circoscritto al XIX e XX secolo. Perchè lo spirito della fotografia è molto più antico della sua storia.” H.Schwarz