
Patricia Bosworth.
DIANE ARBUS
Vita e morte di un genio della fotografia.
Rizzoli, 2006, € 18,50.
Non so bene come raccontarvi questo libro.
E’ una biografia, senz’altro accurata.
La Bosworth ha accumulato una quantità di materiale che va dalle testimonianze, i racconti, gli archivi di famiglia di amici, parenti, figli, amanti, amici della Arbus, delineando una figura alquanto particolare di questa splendida artista.
Ne emerge una personalità inquieta, una donna che fin da bambina pareva non essere insensibile agli eventi che toccavano la sua famiglia. Diane aveva un rapporto particolare con tutti gli uomini della sua vita, partendo dal padre, passando dal fratello, dai molti amanti e soprattutto dal marito dal quale non si rese indipendente mai, a livello emotivo, nemmeno dopo la separazione.
Diane sembra avere un modo tutto suo di vedere la vita, la fotografia e l’arte.
Riceve l’influenza fortissima di alcuni dei più grandi fotografi del secolo, come Evans, Avedon, Frank eppure mantiene uno stile che non ha nulla a che fare con le fotografie di questi artisti.
Con il tempo sviluppa uno stile tutto suo, che la porta a ricercare il grottesco, la mostruosità e la diversità nei soggetti che fotografava e con i quali creava una vera e propria intimità. Questo sarà ciò che la porterà ad essere conosciuta per molti anni, specialmente a fine anni ’60, come “la fotografa dei mostri”. Solo poco prima della sua morte, avvenuta con un suicidio nel 1971, ci si rese conto che la forza di quelle immagini non stava tanto nella diversità dei soggetti, quanto nella capacità che aveva Diane di rendere con un’immagine il loro mondo interiore, fatto di frustrazione e di cruda consapevolezza della propria emarginazione.
Non riesco a dirvi se questo libro mi è piaciuto. Lo posso sicuramente consigliare, per comprendere meglio questo grande personaggio attraverso le sue amicizie, i suoi carteggi, i ricordi e gli aneddoti di chi le fu vicino.
Secondo me tuttavia va letto con davanti una raccolta delle sue immagini per vedere le trasformazioni e la ricerca continua che Diane ha sviluppato nel corso della propria vita.

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